Napoleone il flagello d’Italia: le invasioni, i saccheggi, gli inganni

Antonio Spinosa

1769 nascita

1789 Press della Bastiglia

1796 matrim. e I camp. d Italia

1797 pace di Campoformio

1798 campagna d Egitto

1799 Repubblica Napoletana,       colpo di stato, II Camp. Ital. (Marengo)

1802 republica italiana

1804 Nap imperatore

1810 sposa Maria Luisa Borbone

1814 esilio dopo Lipsia a Elba

1815 Esilio dopo waterloo a sant Elena (Arthur Wellesley)La famiglia Bonaparte era originaria di San Miniato un borgo tra Pisa e Firenze. Per ragioni sconosciute la famiglia attorno al 1200 si trasferisce in Corsica, ad Ajaccio.

Una leggenda vuole che Napoleone fosse figlio del fratello gemello di Luigi XIV, il Re Sole, che essendo particolarmente violento fu cresciuto con una maschera di ferro o forse di tessuto.

La Corsica, che apparteneva alla Repubblica di Genova, passa con il trattato di Versailles nel 1768 alla Francia, Napoleone nasce il 15 Luglio 1769, per un soffio è francese. Le malelingue dicono che il padre avesse posticipato la data della nascita perché voleva che il figlio fosse di nazionalità francese per fargli frequentare la regia scuola militare di Brenne.

Figlio di Carlo e Maria Letizia Romolini o Ramolino, alla morte del padre Napoleone ha 15 anni e la famiglia ha difficoltà economiche anche se origini aristocratiche.

Napoleone é molto legato alla sua terra, la Corsica, vorrebbe l’indipendenza del suo paese. Non vede di buon occhio la presa della Bastiglia del Luglio 1789, perché se da un lato appoggia gli ideali di fondo dall’ altro respinge gli eccessi che la rivoluzione ebbe nella violenza, razzie e crimini che ne derivarono.

Ricordiamo che Luigi XVI, poco dopo la presa della Bastiglia, convoca gli stati generali (clero, nobiltà e borghesia) cosa che non avveniva da 175 anni (ultima nel 1614), e dichiara la necessità di aumentare le imposte causa i debiti di stato, e si augura un accordo tra le parti.

Ma la borghesia dichiara subito una Assemblea nazionale costituente che non si sarebbe sciolta fino alla proclamazione della costituzione, per poi dichiararsi costituente un mese dopo, nonostante il tentativo di repressione del re.

L’assemblea diviene direttorio.

Napoleone ha paura di cosa possa accadere alla Corsica con la rivoluzione e inizialmente é dalla parte di Pasquale Paoli, strenuo difensore dell’ indipendenza corsa.

Ma quando la Corsica viene annessa alla Francia Napoleone é soddisfatto e con la famiglia scappa dalla Corsica a causa delle sommosse capitanate da Paoli. Napoleone diventa ufficiale dell’esercito.

La rivoluzione francese provoca instabilità, ne é un esempio la figura di Charlotte Corday, rivoluzionaria girondina di 24 anni, di schieramento moderato, che nel 1793 decide di accoltellare uno dei maggiori esponenti dei giacobini, rivoluzionari radicali che secondo Charlotte stava commettendo troppi errori.

Sempre nel 1793 a Tolone in Francia, Napoleone viene chiamato a difendere la città da un’insurrezione filorealista appoggiata dall’invasione della flotta anglo-spagnola; Napoleone  riesce a vincere e farà fucilare nella piazza della città 1100 prigionieri.

Intanto imperversano le condanne alla ghigliottina, tra le vittime Maximilian e il fratello Augustin Robespierre e lo stesso Napoleone viene messo in prigione accusato di giacobinismo ma poi liberato.

Nonostante la morte di Luigi XVI, numerose sono le insurrezioni realiste che Napoleone riesce a sedare.

1796

Napoleone a un certo momento conosce Maria Giuseppina, creola, vedova di un visconte ghigliottinato in pieno Terrore. Giuseppina é l’ex amante di Barras e Napoleone si innamora perdutamente e la sposa nel 1796. Lei a pochi giorni dalle nozze lo tradisce con un giovane tenente soprannominato Charles che piace anche alla sorella di Napoleone, Paolina che a sua volta é promessa sposa di un soldato di nome Lecrerc.

Napoleone fa cambiare il cognome Buonaparte in Bonaparte cancellando una U di troppo che ricordava le non gradite origine italiane.

Napoleone nel 1796, poco dopo il matrimonio, decide di strappare la Lombardia all’Austria per darla a Cavour, in cambio della contea di Nizza e Savoia.

Vittorio Amedeo, re di Sardegna é costretto a cedere la Savoia.

La prima campagna d’Italia

 Napoleone prosegue verso Devo, Modena, Parma, Piacenza, Lodi e Pavia e ovunque sono saccheggi e fucilazioni, sottrazione di opere d’arte come bottini di guerra.

Entra quindi a Milano al grido “viva la repubblique” presentandosi come un liberatore degli austriaci ma di fatto e un oppressore come gli altri.

Però fa anche costruire ospedali a Parma e Piacenza.

A Milano stabilisce la sede del comando militare, a palazzo Serbelloni, e lì si circonda della sua famiglia, della madre e dei fratelli; numerose sono le feste e i balli che organizza finanziati dalle tasse a cui sottopone lombardi e piemontesi; talmente numerosi sono i quadri che sottrae all’Italia che fa costruire a Parigi il Louvre, per alcuni anni (1803-1814) chiamato museo di Napoleone. Un’ altra magione é villa Pusterla a Mombello.

Riesce poi a espugnare Mantova, Verona, Trento ancora nelle mani degli austriaci.

Depreda anche le legazioni pontificie di Bologna e Ferrara. Giunge in Toscana benché fosse una regione neutrale, a Livorno.

Arriva nel suo paese di origine a San Miniato dove ad attenderlo c’ ‘e un Buonaparte canonico, che gli chiede si canonizzare un loro parente: Fra Buonaventura.

Raggiunge Firenze ma non può giungere a Roma perché richiamato da un tentativo di nuovo attacco da parte dell’Austria in Lombardia.

Le truppe di Napoleone giungono comunque a Roma e ci rimangono per un anno e mezzo.

Il Canova richiederà numerose delle opere d’ arte depredate da Napoleone e inviate in Francia su richiesta del Direttorio.

Pace di Campoformio 1797

Con la pace di Campoformio (1797) in Friuli Venezia Giulia si firma la pace tra Austria e Francia.

Con questa pace la Francia acquisisce il Belgio e la Lombardia (dal manzanarre al Reno) e riconosce l’esistenza della Repubblica cisalpina, invece l’Austria acquisisce parte del Veneto compresa Venezia 1798, Istria e Dalmazia. Il dolore per la cessione di Venezia traspare nelle ultime lettere di Jacopo Ortis si Foscolo.

All’indomani del suddetto trattato Napoleone trasferisce a Parigi i 4 cavalli di bronzo plasmati in Grecia da Lisippo nel IV secolo a.C. e che per 600 anni erano stati sulla facciata di San Marco a Venezia (bottino della seconda crociata nel 1204); é dopo la caduta di Napoleone che l’ imperatore d’Austria ordina che i cavalli siano restituiti a Venezia.

1798

Siamo nel 1798 e muore in quei giorni il veneziano Giacomo Casanova.

Il 27 Dicembre del 1798 per volere di Napoleone nascono dunque la republica cispadana con Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna e la repubblica transalpina a nord del po’; entrambe confluiscono nella republica cisalpina con capitale Milano.

Napoleone viene richiamato a Parigi, il Direttorio apparentemente lo osanna ma in realtà ha paura della sua grandezza e dell’Unitá dell’Italia.

Si conclude la prima campagna d’Italia.

La bandiera italiana si ispira a quella della Repubblica francese da cui riprendere la direzione verticale delle strisce e i colori bianco e rosso, mentre solo il verde viene variato.

Campagna d’Egitto 1798

Il Direttorio per allontanare Napoleone lo invia in Egitto.

Siamo nel 1798 e Napoleone é contento di percorrere il sentiero solcato da Giulio Cesare e poi, proprio in Egitto, Alessandro Magno avrebbe voluto porre la sede dell’impero. Per Napoleone la conquista della Egitto é inoltre uno smacco all’Inghilterra che da lì controlla il Mediterraneo.

Napoleone salpa con la sua flotta e un numero elevato, oltre 150, tra intellettuali e artisti, e viaggia sulla nave ammiraglia Orient.

Conquista per prima l’ isola di Malta, poi Alessandria, ammira le tre piramidi di Giza (Cheope, Chefren e Micerino), conquista il Cairo.

Napoleone si presenta in Egitto, anche in questo caso, come il liberatore dai Mamelucchi.

Volge verso la Siria ma é costretto infine alla ritirata verso il Cairo.

Nel 1799 con la spedizione in Egitto portano alla luce la Stele di Rosetta, scritta nel 196 a.C. omaggio a Tolomeo V Epifane, e decifrata 20 anni dopo la scoperta dall’ egittologo Champollion.

Horatio Nelson

Subisce una perdita nella rada di Abukir ad opera di Horatio Nelson che perse l’occhio destro in Corsica e poi il braccio destro e infine muore nel 1805 a Trafalgar vicino Cadice in una battaglia contro la flotta franco-spagnola.

Horatio si invaghì di Lady Emma moglie dell’ ambasciatore inglese Hamilton; della stessa donna si invaghì Francesco Caracciolo che in quanto giacobino, alla corte di Re Ferdinando IV, viene fatto impiccare sulla nave di Horatio nonostante la richiesta d’asilo prevista dalla convenzione alla capitolazione dei giacobini.

Giorgio III per chiudere il menage tra Lady Emma, Horatio e il marito richiama la coppia in Inghilterra, ma la tresca continua e Lady Emma partorisce una bambina a cui darà il nome di Horatia; spacciandola per una orfanella dirà che l’ammiraglio Nelson l’,ha adottata per pietà.

La republica Napoletana 1799

Con la fuga di re Ferdinando IV in Sicilia, sulla nave di Nelson, nasce la Republica Napoletana che durerà 144 giorni e che viene considerata il primo seme per l’unità d’Italia.

Numerosi sono i cittadini contrari alla Repubblica giacobina che si rivoltano e a perorare la controrivoluzione vi é il cardinale Fabrizio Ruffo.

Cosi i Borbone torneranno poco dopo e numerosi patrioti verranno impiccati e decapitati.

Nel novembre del 1799 Napoleone attua il colpo di stato contro il Direttorio coadiuvato da altri due consoli instaura il consolato.

Nel 1799 cade in Italia la republica Cisalpina, il Piemonte, la Repubblica Napoletana e ai francesi rimane solo Genova.

Seconda campagna d’Italia

Napoleone inizia così la seconda campagna d Italia contro gli russo-austriaci, passando per il San Bernardo e puntando verso Milano.

La battaglia più famosa è quella di Marengo (villaggio nei pressi di Alessandria).

Con la nascita della seconda cisalpina si diffondono sempre di più ladri e truffatori milanesi.

Napoleone decide di abbracciare la religione cristiana perché si rende conto della convenienza a livello politica e partecipa al Duomo di Milano al te deum; liberava i patrioti.

Numerosi saranno gli attentati a Napoleone e di conseguenza numerosi gli arresti e le sentenze  di condanna a morte.

L’obiettivo é sconfiggere gli inglesi che hanno il primato sui mari che circondano la penisola.

Tra i numerosi scultori che ritrarranno Napoleone vi sono Antonio Canova che plasmerà per lui una statua in bronzo, e Lorenzo Bartolini che realizzerà un busto in bronzo.

Anche Paolina la sorella, ora sposa di Camillo Borghese nobile romano dopo la morte del primo marito il generale Lecrerc).

La repubblica italiana

Nel 1802 il primo console (Napoleone) diventa presidente della Repubblica Italiana, nome con cui adesso si chiamava la republica Cisalpina. Pone la capitale a Lione, a metà strada tra Parigi e Milano, in realtà questa scelta sta a indicare come la Francia avesse predominanza sull’Italia.

Come vicepresidente nomina Francesco Melzi d’Eril, 49 anni, un po’ sordo e gottoso, che viveva in Spagna e che non avrebbe voluto quello incarico gravoso.

Vincenzo Dandolo, chimico, altra figura che Napoleone stima assieme a Melzi, aveva tradotto Il trattato elementare di chimica di Lavoisier che la rivoluzione aveva portato alla ghigliottina.

Del Piemonte ne fa invece un dipartimento francese con a capo il marito della sorella Paolina, il principe Camillo Borghese.

Nomina per ogni capoluogo un prefetto per avere sotto il suo controllo il territorio.

Napoleone militarizza la lombardia e agli universitari impone un’ora di attività atletica giornaliera.

La sorella di Napoleone, Carolina, é sposata con Gioachino Murat, posto a capo dell’armata francese in Italia, il quale non ha in simpatia Melzi.

Invece Paolina aveva sposato in prime nozze Lecrerc che muore nella guerra per sedare le rivolte a Santo Domingo contro la Francia.

Napoleone imperatore

Il 18 Maggio del 1804 Napoleone diventa imperatore di Francia, e si autoincorona a Notre-Dame il 2 Dicembre al cospetto di Pio VII, sessantenne,che pure vi si reca da Roma controvoglia, consapevole che opporsi a Napoleone sarebbe stato peggio e sperando di riceve in cambio qualche donazione che non arriverà.

A reggere il mantello dell’imperatrice Giuseppina è la sorella di Napoleone, Paolina, che non sopporta la cognata perché é infedele e perché non ha dato figli al fratello. Mentre a tenere il vassoio sul quale si trovava la corona di Giuseppina é Murat.

Napoleone era riuscito quindi a instaurare una dittatura militare e una monarchia ereditaria.

Poco dopo nel 1805 si fa incoronare re d’Italia nel Duomo di Milano, e anche in questo caso di autoinveste del titolo ponendo sul capo la corona di ferro longobarda usata già nell’888 da Berengario I (fu un dono della regina Teodolinda) e conservata nel tesoro del Duomo di Monza.

La famiglia al potere

Tutti nella famiglia di Napoleone divennero sovrani: il fratello Luigi diventa re d’Olanda, Giuseppe re di Napoli (mentre Ferdinando IV e poco dopo la moglie Carolina sono costretti nel 1806 a fuggire in Sicilia) anche se nei suoi confronti Napoleone indirizza parole dure non ritenendolo all’altezza, troppo mollaccione, Paolina riceve il ducato di Guastalla e lei si offende di una cosa “di così poco conto” e in poco tempo se ne disfa in cambio di una grande somma di denaro, a Girolamo, il minore considerato frivolo e libertino andò il regno di Westfalia creato per lui.

Napoleone tratta l’Italia come un dipartimento francese e vuole sfruttare la posizione geografica della penisola per poter giungere facilmente in Macedonia e Costantinopoli, censura la stampa, e si oppone ai timidi rinnovamenti industriali del Nord Italia per poter attingere alle materie prime prodotte nel Bel Paese e alle merci che qui giungono.

Al cognato Murat da il trono di Napoli (esclusa la Sicilia che é nelle mani di Ferdinando IV e Carolina), al trono di Spagna mette la moglie del fratello Giuseppe, Julie Clary.

Murat poco tempo dopo essere salito al trono decide di impossessarsi dell’isola di Capri, nelle mani degli inglesi e vi riesce.

A Milano pone il Eugenio, il figlio della moglie Giuseppina, a cui ribadirá in continuazione che lui é un semplice viceré e che tutte le decisioni devono essere vagliate da lui, Napoleone.

Molte parti della penisola italiana sono state trasformate in dipartimenti francesi: Piemonte, Liguria, Toscana, ducato di Parma, Marche, Umbria, Lazio.

Campagna di Russia 1805

Nel 1805 Napoleone decide di rivolgere le sue mire espansionistiche alla Russia, riesce ad entrare a Mosca e lo zar Alessandro é costretto a fuggire, ma l’occupazione dura appena un mese perché gli abitanti incendiano la città. Rovinosa sarà la ritirata delle truppe francesi in preda al gelo dell’inverno (-18/20 gradi).

La Gran Bretagna

Nel frattempo i dissidi con la Gran Bretagna aumentano e Napoleone decide 

decide di interrompere i traffici con l’Inghilterra sperando di farla capitolare mediante l’isolamento.

Per punire il Portogallo, che fa affari con l’Inghilterra, la invade e lo stesso fa in Spagna sul cui trono al posto del re Borbone Carlo IV mette il fratello Giuseppe a cui toglie il regno di Napoli.

Goya dipingerà i massacri realizzati dalla Francia contro l’insurrezione spagnola.

Alcuni anni più tardi, nel 1812, gli inglesi aiuteranno la Spagna inviando il duca Arthur Wellesley che obbligherà Napoleone all’esilio a Sant’Elena dopo la battaglia di Waterloo.

Camillo Benso di Cavour

Nel 1808 il principe Camillo Borghese ottiene la carica di di governatore generale di quelle regioni ma non é in grado di gestire e chiede il permesso al cognato per ogni sciocchezza.

Paolina strinse una forte amicizia con Filippina Sales, vedova del marchese Michele Benso di Cavour. Il marito di Paolina, Camillo Borghese affidò a Michele Benso l’incarico di amministratore dei suoi beni, e al figlio che ebbe venne dato il nome Camillo (Camillo Benso di Cavour) da qui le malelingue che Filippina avesse avuto il figlio con Camillo Borghese.

Pio VII

Napoleone fa infine imprigionare nel 1810 papà Pio VII al fine di sottrargli il potere temporale

Matrimonio con Maria Luisa Borbone (1810)

Napoleone che aveva avuto una figlia da un’ altra donna che non era Giuseppina, si innamora di Maria Luisa, figlia di Francesco d’Asburgo Lorena e Maria Teresa di Borbone (nipote di Carlo III, il nonno, da parte di madre).

Questa unione sanciva la pace tra Francia e Austria.

Il matrimonio avviene per procura a Vienna, e poi di celebrato civilmente e religiosamente a Parigi. I 13 cardinali che non vollero presenziare dichiaravano nulla quell’evento, data la giovane età della fanciulla: 18 contro 41; Napoleone non solo toglie loro l’abito cardinalizio (da qui l’appellativo di cardinali neri) ma si arroga il potere di nominare lui i cardinali.

Un anno dopo nasce il loro primo figlio che Napoleone progetta diventerà re di Roma.

L’esilio all isola d’Elba

L’esercito Napoleonico subisce a Lipsia una grave sconfitta ad opera dell’ esercito austro-russo, Napoleone indietreggia verso la Francia.

Gli alleati antinapoleonici invadono Parigi e Napoleone a Fontainebleau tenta il suicidio con una pozione di oppio.

Siamo nel 1814 e Napoleone sceglie l’isola d’Elba come residenza per l’esilio, della quale egli diventa proprietario e sovrano. Sull’isola arriva per sua scelta tramite una nave della Gran Bretagna che controllerà i movimenti di Napoleone sull’isola.

Mentre é sull’isola riceve la notizia della morte della ex moglie Giuseppina che viveva nel castello di Malmaison in Francia, luogo che assieme al palazzo di Tuileries fu sede del governo e dove Napoleone istituì la legion d’onore.

Napoleone scrive a Maria Luisa ma lei é già tra le braccia di un generale austriaco con cui si sposa morganaticamente e con cui ha tre figli.

Maria Luisa non andrà mai a trovare Napoleone e considera loro figlio un bastardo.

Intanto Napoleone, con la sorella Paolina da tramite, progetta un ritorno in Francia.

Napoleone ritorna in Francia dopo 10 mesi di esilio seguiti all’abdicazione con resa incondizionata, e giunge a Parigi, il re borbonico Luigi XVIII é fuggito, nessuno però accoglie l’invito di Napoleone a combattere e la Russia, Prussia, Austria e Grand Bretagna gli sono contro.

Intanto Murat a Napoli viene scacciato dagli austriaci con la sconfitta di Tolentino.

A Waterloo viene sconfitto dagli inglesi guidati da Wellington, che Napoleone considerava un cattivo generale, e abdica per la seconda volta, questa volta, in via definitiva.

Murat invece viene fucilato a Pizzo Calabro in Calabria a seguito di un suo tentativo di riprendere in mano il regno di Napoli.