La taverna degli assassini

Marcello Simoni

Granducato di Toscana 1793, periodo del terrore.

Vitale Federici é un precettore che col suo allievo figlio del conte della Vipera si reca presso la magione del Barone di Calendimarca che gli ha chiesto di capire chi ha ucciso l’uomo trovato morto intrappolato in una vite nei suoi possedimenti.

Vitale scopre che la moglie del barone, Augusta Cornelia é in contatto con Jerome Villeneuve per avvelenare, col vino da loro prodotto, Robespierre.

La baronessa si fa dare il veleno dal medico della magione Morieno, e quando il medico si accorge che hanno tentato di avvelenare anche Vitale, perché non lo vogliono tra i piedi, Morieno uccide il mastro bottigliere.

Lo uccide perché ha paura che il bottigliere possa accusare proprio lui, il medico, dell’ avvelenamento. In realtà Morieno aveva messo nel bicchiere di Vitale un filtro d amore per fare innamorare di nuovo Vitale dell’ eucatrice della magione, Lucrezia che anni prima era stata da lui abbandonata, lei infatti vorrebbe poi farlo soffrire come lui aveva fatto con lei.

Il fatto che il cadavere ritrovato sia quello di Villafranca, il sensale del barone che allocava il vino, é in realtà una messainscena.

Infatti Villafranchi vuole fare credere a tutti di essere morto perché é convinto che due sicari di Robespierre stiano cercando per ucciderlo visto.

Morieno prima di uccidere il bottigliere si fa dire dove si trova la bottiglia contenente un messaggio da parte di Villeneuve che indica il luogo presso cui il vino avvelenato deve essere consegnato. Infatti, convinto che che Villafranchi sia morto davvero, vuole ricattare con quel messaggio la baronessa. Crede infatti che la baronessa si sia sbarazzata di Villafranchi dopo averlo usato per paura che questo potesse rivelare qualcosa del piano contro Robespierre.

Il libro si chiude con il barone che scaccia Vitale che ha sbandierato a tutti e posto egli stesso davanti all’ evidenza che lui altro non é che l ombra di se stesso, un uomo non considerati dalla moglie che non si preoccupa di umiliarlo davanti a tutti parlando a gran voce la sua inettitudine.